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Il segreto di una buona musica per eventi è “leggere l’aria”!

Il segreto di una buona musica per eventi è “Leggere l’aria”!

LEGGERE L’ARIA, surfare l’energia ed emozionarsi!

C’è una cosa che ho capito dal palcoscenico in questi 20 anni di professione cantante  e che ho confermato ancora una volta durante la stagione estiva di oltre 50 party: “leggere l’aria” è il vero asso nella manica per una buona musica per eventi.

 

“Leggere l’aria” cantando dal vivo

Volge quasi al termine una stagione che faticheremo a dimenticare, per i km percorsi, per la voglia smisurata da parte di tutti di tornare a fare festa, per l’aspettativa sempre più alta e per le temperature torride di un’estate rovente.

L’aria è l’elemento che forse ci è mancato di più… ed è li che ho pensato a questa espressione giapponese…

I giapponesi sono bravissimi a dare definizioni.

Con “leggere l’aria” (quando l’aria c’è, ovviamente), s’intende la capacità di saper leggere una situazione, un’atmosfera e comportarsi di conseguenza. Potremmo definirla come un’attitudine empatica o la facoltà di essere particolarmente ricettivi.

L’espressione “leggere l’aria” mi è sembrata davvero perfetta per definire ciò che faccio abitualmente quando canto dal vivo e cerco di proporre una buona musica per eventi.

Come saprete già, se mi seguite da un po’, non preparo mai una scaletta ma tendo ad improvvisare. Con improvvisazione intendo proprio quella capacità di tastare il polso della situazione e sapersi adattare coi brani proposti per assecondare l’energia delle persone e ottenere il migliore risultato possibile. Può sembrare una pratica piuttosto astratta e quasi lasciata al caso, ma vi assicuro che è molto reale e concreta.

 

Leggere l’aria: i “segnali” del pubblico

Chi per la sua professione si trova a calcare il palco e proporre musica per eventi deve sviluppare la capacità di “sentire” l’energia della sala e “leggere” il linguaggio del corpo delle persone.

Non è poi così difficile, basta essere un po’ attenti e ricettivi, bisogna registrare quante più informazioni possibili, adattandosi via via e musicando l’evento di conseguenza. È una capacità preziosa quando si gestiscono eventi e si vogliono guidare gli ascoltatori.

Certo, ci sono brani testati (Jolly) che suscitano sempre una grande emozione. Ciò detto, se ci basassimo solo su quelle che sono le nostre certezze alla lunga, non riusciremmo a provare più alcuna emozione e trasmetterla, e il mestiere più bello del mondo diventerebbe una noia.

Non sono una da compitino e nemmeno da grande esibizione.

Mi piace entrare nel cuore delle persone in punta di piedi.

 

Musica live e attenzione

Apparentemente il mio, potrebbe sembrare un ruolo di contorno gestito così, della serie “nessuno ti ascolta”..  ma garantisco che è tutt’altro.

Capita di pensarlo, ma la verità è che tutti possono percepire se qualcosa stride nella colonna sonora di un evento o è piacevole.
Tutto ciò che non è in armonia salta all’orecchio.
Magari, percepito da orecchie non avvezze, resterà a livello di sensazione inconscia e difficile da definire. La percezione viene comunque registrata e rimarrà l’impressione di disagio e che qualcosa non sia andato per il verso giusto. Inutile sottolineare quanto siano importanti queste sensazioni sottili!

Possono trasformare un’esibizione in un successo o in una delusione. In primis per chi suona!

 

E quindi? Come definire la buona musica per eventi

Per concludere, quella di leggere l’aria è una capacità da allenare come un muscolo, tentando di essere sempre ricettivi e attenti quando si calca il palco.

Saper surfare l’energia della situazione è utile, ma soprattutto ci permette di goderci la sensazione impagabile di poter alimentare le belle vibrazioni. La musica è tuta bella ma la buona musica epr un evento è quella che sa toccare i cuori.

 

Non dovrebbe essere proprio questo l’obiettivo di fare musica dal vivo?

< IG LIVE VIDEO > Valentina Mey – muscia per eventi speciali – Not Just a Singer

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